{"id":949,"date":"2017-04-16T16:43:17","date_gmt":"2017-04-16T16:43:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mauroannarumma.it\/?p=949"},"modified":"2017-04-16T16:43:17","modified_gmt":"2017-04-16T16:43:17","slug":"le-donne-di-khartum","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mauroannarumma.it\/?p=949","title":{"rendered":"LE DONNE DI KHARTUM"},"content":{"rendered":"<p><b>Dottoresse, ambasciatrici e studentesse che non giocano a carte<\/b><\/p>\n<p><i>di<\/i><i>\u00a0<\/i><i><a href=\"http:\/\/www.tpi.it\/admin\/users\/profile\/slug:annarumma\">Mauro Annarumma<\/a>\u00a0per The Post Internazionale<\/i><i><\/i><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.mauroannarumma.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/15.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-950\" alt=\"15\" src=\"https:\/\/www.mauroannarumma.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/15.jpg\" width=\"674\" height=\"341\" srcset=\"https:\/\/www.mauroannarumma.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/15.jpg 674w, https:\/\/www.mauroannarumma.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/15-300x151.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 674px) 100vw, 674px\" \/><\/a><\/p>\n<p>(Foto di Mohammed Ali Sukki)<\/p>\n<p>La caotica capitale del Sudan \u00e8 una citt\u00e0 piena di contraddizioni. Non potrebbe essere altrimenti, vista la forte presenza di etnie e culture diverse, provenienti da pi\u00f9 parti del Sudan e del Sud Sudan.\u00a0\u00c8\u00a0forte il contrasto anche, soprattutto, tra le donne della capitale, nella cui moltitudine si confondono e si amalgamano tradizioni e costumi pi\u00f9 restrittivi ad altri pi\u00f9 permissivi.<\/p>\n<p>Camminando, con molta prudenza per via del traffico caotico e dei\u00a0<i>bajaj<\/i>\u00a0indisciplinati (una versione pittoresca della nostra motocarrozzetta Ape), \u00e8 possibile scorgere splendidi volti femminili avvolti nel \u201c<i>torha<\/i>\u201d di morbido cotone, che sembrano mostrarsi orgogliosi; altri, invece, si possono solo immaginare dietro i veli integrali.<\/p>\n<p>In effetti, il ruolo e il costume delle donne di Khartum \u00e8 una delle sorprese maggiori della citt\u00e0. Contrariamente a quello che si \u00e8 portati a pensare del Sudan in Occidente, giovani studentesse e affermate personalit\u00e0 della diplomazia e del commercio cittadino riempiono i salotti cittadini.<\/p>\n<p>Nel 1966 \u00e8 stata fondata, ad esempio, la\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ahfad.edu.sd\/\">Ahfad University for Women<\/a>. Tuttavia, pu\u00f2 capitare che vi venga detto che le donne non possono giocare a carte in pubblico: \u201c\u00e8 roba da uomini\u201d.\u00a0 La corsa all\u2019islamizzazione della regione si scontra, in sostanza, con radicate consuetudini e aperture della societ\u00e0, grazie soprattutto al contributo della componente, maggioritaria, di origini africane.<\/p>\n<p>Nella variet\u00e0 del costume urbano \u00e8 facile incorrere in errori di valutazione, i primi giorni di permanenza a Khartoum. In genere, tra stranieri e sudanesi, ci si pu\u00f2 stringere la mano anche se una delle due persone \u00e8 di sesso femminile: non c\u2019\u00e8 alcun problema se, ad esempio, la donna \u00e8 originaria del Darfur o del Sud Sudan; al contrario se la coppia proviene dell\u2019Arabia Saudita o si attiene pi\u00f9 strettamente ai costumi arabi, \u00e8 bene non offrire la mano alla donna o cercarne gli occhi.<\/p>\n<p>Lei rifiuter\u00e0 di darti la mano: secondo i costumi pi\u00f9 restrittivi, infatti, \u00e8 fatto divieto alle donne di essere toccate da altri uomini al di fuori dal proprio partner o familiare, cos\u00ec come farsi riprendere nelle foto o scambiare qualche parola con estranei di sesso opposto.<\/p>\n<p>Gruppi di giovani studentesse si muovono, al contrario, nelle vicinanze dei centri universitari: frequentano i social networks, si impegnano nel sociale e partecipano alle\u00a0<a href=\"http:\/\/itablogs4darfur.blogspot.it\/search\/label\/%23SudanRevolts\">manifestazioni studentesche<\/a>, anche a rischio, per questo, di essere arrestate e interrogate dalle forze di sicurezza governative. Amano vestire, inoltre, in drappi sagomati o in vestiti simili a quelli occidentali importati dalla Cina o dall\u2019India, nonostante una forte pressione per la loro messa al bando.<\/p>\n<p>In Sudan, allo stesso tempo, infatti, il governo spinge per l&#8217;applicazione della\u00a0<a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Sharia\">sharia<\/a>\u00a0e l\u2019arabizzazione del Paese. Non \u00e8 infrequente, quindi, che donne accusate di adulterio, o che, pur denunciandone il reato, non riescono a dimostrare di essere state violentate, vengano condannate a morte per lapidazione o punite con le frustate per essersi ribellate al marito. Dal 2005, tuttavia, il\u00a0<a href=\"http:\/\/www.italianblogsfordarfur.it\/adverts\/RENEWING_THE_PLEDGE_ITA.pdf\">Comprehensive Peace Agreement<\/a>dovrebbe permettere alle donne non arabe l\u2019uso di abiti tipicamente africani, colorati, e la non applicabilit\u00e0 della sharia sulle comunit\u00e0 non arabe. A oggi, tuttavia, la sua completa adozione \u00e8 ancora uno dei temi che infiamma le periferie del Paese, e i dormitori delle universit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dottoresse, ambasciatrici e studentesse che non giocano a carte di\u00a0Mauro Annarumma\u00a0per The Post Internazionale (Foto di Mohammed Ali Sukki) La caotica capitale del Sudan \u00e8 una citt\u00e0 piena di contraddizioni. 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